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RISCHI PENALI ARRESTO FINO A 2 ANNI AMMENDA DI 40.000
Euro COSA DICE LA LEGGE Il DPR 318/99 fissa le misure minime di sicurezza da adottare al fine di non permettere la perdita, la distruzione o il trattamento non autorizzato dei dati personali. Chi non applica il decreto incorre (nel caso di trattamento non autorizzato dei dati sensibili e non sensibili con elaboratori con accesso alla rete, nonché nel caso di archivi cartacei ad uso professionale) nelle sanzioni penali stabilite dall’art. 36 della Legge 675/96 (modificato dal decreto legislativo 467/01) che prevedono l’arresto fino a 2 anni e l’ammenda di 40.000 Euro. Tali sanzioni possono essere ridotte a una somma pari ad un quarto del massimo dell’ammenda stabilita per la contravvenzione se ci si regolarizza entro il termine impartito dall’Autorità Garante in seguito all’atto dell’accertamento. Al
fine di verificare la corretta attuazione delle misure previste dal DPR
318/99 l’Autorità Garante ha recentemente (nel quadro di un accordo
di collaborazione più vasto) delegato la Guardia di Finanza ad attuare
un programma di ispezioni su tutto il territorio nazionale, riguardante
sia la Pubblica Amministrazione sia le imprese Finora
la scarsa informazione non ha consentito una adeguata conoscenza del DPR
318/99 presso gli imprenditori e le categorie professionali interessate
a vario titolo al trattamento dei dati personali. Tale situazione,
unitamente alla obbligatorietà di applicazione della norma, pone questi
soggetti in una condizione concreta di rischio sia sotto il profilo
penale che civile.
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D.P.R. 318/99 SCOPO DELL'APPLICAZIONE Lo sviluppo economico degli Ultimi
decenni, tra i suoi diversi effetti, ha prodotto un crescente utilizzo
di dati e informazioni, anche grazie al moltiplicarsi dei mezzi e
strumenti di informatizzazione dei sistemi di comunicazione. Una parte
non secondaria di questo processo di comunicazione è Rappresentata da
dati personali che l’attuale dinamica del sistema economico costringe
a ricercare e trattare. Dopo
un lungo periodo di vuoto normativo pressoché totale, la legittima
domanda di tutela personale dei cittadini ha spinto il legislatore
italiano ad una serie di interventi legislativi e di regolamentazione
volti a garantire la salvaguardia del settore denominato della privacy,
il più importante dei quali è la Legge
675/96. Questa
pone le basi per una tutela della sfera privata del cittadino rimandando
ad altre successive normative il compito di completarla ed esplicarla. Ed
è proprio in tale contesto che si inserisce il D.P.R. 318/99. Tale
decreto da attuazione all’art. 15 della Legge 675/96 che dispone così:
“I dati personali oggetto di
trattamento devono essere custoditi e controllati, anche in relazione
alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico, alla natura dei
dati ed alle specifiche caratteristiche del trattamento, in modo da
ridurre al minimo, mediante l’adozione di idonee e preventive misure
di sicurezza, i rischi di distruzione o perdita anche accidentale dei
dati stessi, di accesso non autorizzato o di trattamento non consentito
o non conforme alle finalità della raccolta”. |
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